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SENECA OGGI, DI NINA CHIARI

SENECA OGGI


di Nina Chiari

 

 

 

27/06/2017

 

 

“Filosophia … non in verbis, sed in rebus est”.

La filosofia… non consiste nelle parole, ma nei fatti concreti. Non nelle parole dei sofisti e di Protagora, ma nell’azione concreta di Socrate.

 

di Antonia Flaminia Chiari


Tratto dalle “Epistulae morales ad Lucilium” di Seneca, il brano assegnato ai maturandi di quest’anno è il tripudio della filosofia e dello stoicismo, ed è una lezione che ben si inserisce nel nostro tempo. Avere e possedere sono imperativi esistenziali che dominano orientamenti e scelte di una immensa moltitudine di soggetti. L’omologazione dei bisogni e la massificazione di ideali, di interessi, di modelli di relazione, è la caratteristica di questo momento storico, svilito da una globalizzazione che non è condivisione interculturale. L’altro è sempre più vicino a me ma è sempre più lontano da me, in quanto schiacciato da un processo di uniformità che prevede la svalutazione del singolo e della sua unicità. A farne le spese sono i giovani che, vittime di disgregazione di contesti comunitari, attendono di essere guidati e accompagnati. Essi vivono in una gabbia – quella della globalizzazione o omologazione di tutto – che ne trita i vissuti, disorientandoli, scaricandoli dentro un percorso di disagio, demotivazione, deresponsabilizzazione e paura di vivere.
Noi, adulti, non li educhiamo a quel vivere bene che consiste nel prendersi cura di sé, bensì a raggiungere con ogni mezzo ogni interesse, riponendo in questo squallido modus vivendi la nostra felicità, e predicando norme e valori in contrasto con le azioni. Per noi la felicità è legata ad eventi esterni: sono innamorato, vado in vacanza, mi sono laureato e così via, dunque è felicità condizionata, è un motivo e non uno stato d’animo. Eudaimonia è invece, nel pensiero antico, felicità rivestita di un abito etico, dunque è riferita all’interiorità dell’uomo e all’esercizio della virtù. Ecco perché Seneca è attuale. Perché prende le distanze dal suo tempo, non si lascia sedurre dalle mode, tratta temi che appartengono all’ermeneutica filosofica di oggi, rivela particolari sintonie con i problemi del nostro tempo. La filosofia per Seneca maestro di saggezza è esercizio spirituale, è medicina dell’anima. E non in verbis sed in rebus est: la filosofia non è un gioco intellettuale, non è evasione, ma regola di vita, controllo delle azioni. E’ modo di vivere una vita che non è un bene né un male, ma può rivelarsi l’una o l’altra cosa a seconda di come venga vissuta. Una vita che possiede un valore in ragione della sua qualità morale.
La pagina di Seneca, nonostante la semplicità sintattica, è pregna di valori, ormai tramontati nella contemporaneità. E’ una pagina di formazione destinata ai discepoli perché acquisiscano l’arte del ben vivere. E’ destinata a buona ragione ai discepoli di oggi, che di formazione necessitano. E’ destinata agli educatori, che col dialogo o con uno scritto forgiano anima e mente. La conoscenza resta il soggetto centrale nella filosofia di Seneca, risulta vissuta e praticata, trasforma l’anima e indica un percorso di vita possibile. Tutto si gioca non sul destino, ma sulla capacità di discernimento, sulla ragione e sul libero arbitrio. Dice Cartesio: la filosofia non è un tempio, ma un cantiere. La scuola – nave - tenga la rotta salda anche attraverso le tempeste.

Nina Chiari