blog
02/01/2026
![]() |
Nigeria, strage di cattolici. Trump, e la Chiesa… |
di Pasquale Tucciariello |
|
In Nigeria, strage di Cristiani. Se ne contano 8mila in quest’anno, con 18mila chiese distrutte, famiglie massacrate, interi villaggi bruciati. Il disegno dei terroristi Jihadisti di Isis e BoKo Haram è manifesto: eliminare i Cristiani (ne sono circa la metà su una popolazione di 230milioni di abitanti), istituire lo Stato islamico (Iswap).
In Italia, Paese custode del Cristianesimo mondiale, se ne parla poco o niente di quel genocidio silenzioso. Gli interessi della grande stampa li conosciamo assai bene: la striscia di Gaza, addosso agli Ebrei, l’Ucraina con fiumi di danaro per armi ed aiuti in genere, scimmiottare Trump.
Ma le cose stanno cambiando. Intellettuali e illuminati opinionisti della sinistra ora sono proprio costretti ad ammettere che è proprio Trump la carta vincente della pace, che nessuno riesca a realizzarla anzi gli Europei la ostacolerebbero, e che l’unica autorità che impegni la sua credibilità sarebbe proprio lui, “il codino biondo che fa impazzire il mondo”, “capo dei sovranisti mondiali”, “l’arraffa tutto”, “il vero nemico dell’Europa”…. Ma quante gliene hanno dette finora, tutti o quasi a gara tra loro ad affibbiargli epiteti stravaganti e ridicoleggiandolo sol perché – è questo il punto essenziale – non è un Democratico, non è della famiglia della sinistra mondiale.
Le cose stanno cambiando. Ancora una volta è lui la chiave di volta: la difesa dei Cristiani in Nigeria se la assume proprio lui, l’infernale uomo-sceriffo. Missili sulle fortificazioni Isis, sostegno economico ed aiuti medico-sanitari al governo nigeriano a patto che tuteli l’incolumità dei Cristiani.
Ma chi se lo sarebbe aspettato che un Trump “pragmatico” impegnasse la sua credibilità nella difesa della libertà religiosa in Nigeria e di diventare il paladino dei Cristiani, pragmatista di valori.
La presidente Giorgia Meloni avrebbe potuto, dovuto, chiedere alle Nazioni Unite di mandare militari italiani scelti a difesa delle chiese cristiane, così come militari scelti italiani sono nel mondo a difesa di aree e popolazioni esposte (Mar Rosso, Libano, Kosovo, Iraq, Niger (addestrare qui forze locali, ma non per tutelare siti religiosi). Sono 40 le missioni internazionali dell’Italia cattolicissima – chiacchiere -; nessuna, che ci risulti, in Nigeria. Evviva Trump, forza militare e leva economica.
Siamo Trumpiani? Non scherziamo. I nostri riferimenti sono ancora Leone XIII e don Sturzo. E De Gasperi, con la sua capacità a saper dialogare e mediare; e Schuman (è in corso la causa di beatificazione), che trovava nella politica ampie possibilità di carità umana; e Fanfani, motore mobile e grande protettore di Enrico Mattei; e Moro, apostolo della mediazione nella scia di De Gasperi. E molti Altri.
Osserviamo. L’Italia ha interessi anche economico-commerciali da stabilire col continente africano e particolarmente con Paesi a maggiore densità di popolazione, Nigeria ed Egitto, cuori economici dell’Africa. Un’espansione del Jihadismo attraverso flussi migratori anche nel bacino del Mediterraneo metterebbe a rischio gli interessi italiani. Dov’è un nuovo Fanfani, quella capacità sturziana di guardare ai problemi internazionali con la concretezza di chi sa che la libertà religiosa è il primo pilastro della libertà politica? E la Chiesa…. assente ingiustificata.
Pasquale Tucciariello, Centro Studi Leone XIII – www.tucciariello.it
Ritorna alla sezione BLOG per leggere altri contributi


