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Libri

La Responsabilità di essere EDUCATORI

di Emanuele Vernavà



 

 


Da queste parti si fa educazione. A volte non si comprende bene perché si vuole insistere ad educare. L'uomo sbaglia e lo educhi, offende e lo educhi, pecca e lo educhi, uccide e lo educhi. La società italiana fa ogni sforzo per recuperare alla cittadinanza anche il soggetto che si è macchiato di crimini efferati, di violenze inaudite, di oscenità spaventose sicuramente perché al fondo di ogni intervento di recupero vi è il concetto secondo cui il soggetto è persona portatrice di valori umani non negoziabili, è immagine presente riflettente altra immagine ed altre ancora a vantaggio di un tempo storico incerto quanto si vuole per i cambiamenti anche imprevedibili, ma pur sempre un'era vitale portatrice di certezze. Difatti siamo certi della possibilità di una educazione possibile per ogni persona ed ovviamente della responsabilità che la accompagna. È un ottimismo della persona non strategico, ma innaturato nella portata dell'uomo. Il pessimista non può fare educazione. È meglio che cambi mestiere. Recentemente Benedetto XVI ha parlato di emergenza educativa. Noi che lavoriamo sul campo sappiamo bene quanto veritiera sia la sua preoccupazione. E anche per questo il Centro Studi Leone XIII e la rivista-laboratorio "Quaderni di incontri e dialoghi" da esso edita accolgono con favore il presente studio del prof. Vernava. Chi leggerà, troverà non didattiche indiscutibili o dogmi pedagogici intoccabili. Le verità educative non esistono indipendentemente dalla prospettiva di chi le considera tali. Chi leggerà troverà invece lo sforzo di ricerca da parte di chi ha dedicato la sua vita ed il meglio delle sue energie intellettuali per l'insegnamento e per la scuola, troverà la certezza di una possibilità educativa e poi percorsi, e riflessioni, e strategie, e argomentazioni, e sofferenze, e impeto, tutte condizioni rese possibili per chi - insegnante - si lascia trascinare dalla sua natura di persona volta verso la persona.

Pasquale Tucciariello
direttore editoriale

 

Emanuele Vernavà nasce a Forenza nel 1941 da braccianti agricoli. Affronterà il percorso degli studi dalla scuola elementare alla maturità classica favorito da una serie di fortunate coincidenze, dal suo maestro Michele Di Giulio, ai Frati minori osservanti, al prof. Giuseppe Tramutola, suo insegnante presso il "Q. Orazio Fiacco" di Potenza, vicepreside, che gli fece avere una borsa di studio per frequentare l'ultimo anno. Iscrittosi in medicina all'Università di Roma, riesce ad avere l'incarico di istitutore presso l'Istituto San Francesco di Nettuno, dove supplisce per lungo periodo l'insegnante di Italiano, Latino e Greco in quinta ginnasio, primo e secondo liceo. L'impossibilità di frequentare i corsi universitari di medicina, al tempo di Mario Ageno, docente di Fisica medica, il venir meno dell'appoggio della famiglia, emigrata nel frattempo per sostenerlo, per un incidente occorso al padre, lo inducono all'iscrizione a Lettere e Filosofia, dove era richiesta la frequenza solo per il Latino. Nel 1963, sicuramente novembre, come si può verificare presso l'Emeroteca di Roma, gli viene pubblicata una poesia giovanile della Fiera Letteraria, fondata da Diego Fabbri ed allora diretta da Renato Mucci. Docente di ruolo di Materie letterarie presso la Scuola Media di Forenza, pubblica, presso Appia 2 di Venosa, il romanzo Sulla croce della ginestra, storia di contadini e di signori intorno agli anni '50. Nell'80 aveva avviato una collaborazione con L'informatore del Vulture,scrivendo sui Templari; attualmente scrive, soprattutto di scuola, su // Quotidiano di Basilicata. Preside di ruolo di scuola secondaria di I grado dal 1989 e dirigente scolastico dal 2001, è in pensione dal 2005.

Costo del libro 10 €