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Libri

In occasione del bicentenario della Repubblica Partenopea

LIBRO SU MICHELE GRANATA, MARTIRE LUCANO DEL 1799

di Michele Traficante

 

RIONERO IN VULTURE - Con la pubblicazione del libro "Michele Granata, fra i martiri lucani della Repubblica Napoletana del 1799" (Alfagrafica Volonnino, Lavello 1998), sono praticamente partite in Basilicata le manifestazioni per celebrare il Bicentenario della Rivoluzione napoletana del 1799. E' stato il presidenete della Giunta regionale di Basilicata, Angelo Raffaele Dinardo, intervenuto alla presentazione del libro, a testimoniare, a nome dell'intera comunità lucana,il proprio apprezzamento per una figura eccezionale, Michele Granata, che certamente educa le nuove generazioni al "culto dei Grandi".

L'interessante manifestazione,tenutasi presso l'Auditorium del Centro Sociale "Pasquale Sacco" di Rionero in Vulture, promossa dall'Associazione Culturale "Promoidea" (presidente l'arch. Donato Rondinella), ha dato il via alla serie di iniziative per il 250° anniversario della nascita del monaco Francesco Saverio di Rionero,al secolo Michele Granata.

Con il più noto Mario Pagano di Brienza, Domenico Cirillo, Luisa Sanfelice, il monaco rionerese,sostenitore degli ideali, propugnati dalla presa della Bastiglia, nel motto "Libertà, uguaglianza fraternità", pagò per l'impiccagione, il 12 dicembre 1799, la sua ansia di riscatto dal dispotismo e la prevaricazione del regime borbonico. Alla manifestazione, con il gonfalone municipale,è intervenuto il sindaco di Rionero in Vulture, prof. Armando Urbino,che ha rivolto un messaggio vibrante alla folta "audience" perché l'identità di Rionero torni visibile nel contesto del dibattito territoriale,anche attraverso l'esaltazione degli uomini migliori.

Riflessioni sulle motivazioni pedagogico-didattiche del libro, essenzialmente rivolto ai giovani studenti, sono state espresse dagli autori Donato Mazzeo e Michele Traficante. "Questo lavoro - scrivono gli autori nella premessa - ideato e scritto a quattro mani senza presumere di dare alle stampe un'opera storica esaustiva sugli eventi ed i profili dei personaggi che ebbero parte determinante nelle vicende della Repubblica Napoletana del 1799, vuole sinteticamente tracciare le coordinate storiche e culturali di quegli eventi e di quell'epoca" che, come scrisse Giustino Fortunato "La storia feudale del Regno di Napoli si chiude con la tragedia del 1799, donde nasce nuovo ordine di tempi e di cose". In tali vicende parte non secondaria ha avuto il monaco carmelitano di Rionero Michele Granata che,nel breve periodo della Repubblica Napoletana (22 gennaio - 23 giugno 1799) resse, in qualità di Commissario, il cantone San Nazzaro, uno dei sei cui venne divisa la città di Napoli.

"La storia della gente lucana - ha affermato, fra l'altro, Enzo Cervellino nella sua brillante relazione - è intessuta di sofferenze, di sacrifici, di lotte, di martiri e ci è doveroso ricordare, riflettere, scongiurare che uomini degni di memoria restino velati dal manto torpido dell'ignoranza, dell'irresponsabile oblio della noncuranza, della leggerezza della superficialità di un paese che ignora la sua storia e rischia di perdere le sue radici. E tra i figli di questa nostra umile terra - ha aggiunto - giganteggia la figura di Michele Granata". Il libro, infatti, delinea efficacemente la vita e l'opera del martire di Rionero che non si limitò a predicare contro le ingiustizie borboniche ma ne denunziò gli abusi e le violenze, ne condannò le sevizie contro i dissidenti e dalla cattedra della scuola in cui insegnava, dall'altare della chiesa in cui esercitava il suo apostolato,educò ai valori della democrazia, invocò l'abolizione dei privilegi feudali, rivendicò i diritti delle povera gente. E per questo pagò con la vita.

La manifestazione è stata arricchita da una rassegna di fotografie d'epoca e di rare illustrazioni (riportate nel libro) sulla Rivoluzione Napoletana del 1799, oltre che dalla capillare diffusione di una significativa "cartolina ufficiale", per collezionisti filatelici, nonché di una "coccarda" tricolore napoletana (rosso, giallo e blu) offerta alle massime autorità intervenute.